Il Reato di Deepfake è una delle novità più importanti introdotte nel diritto penale italiano negli ultimi anni. L’art. 612-quater c.p., infatti, nasce per rispondere a un fenomeno che cresce rapidamente e che, proprio per questo motivo, rischia di colpire chiunque. Con la presente guida ti spiegheremo in modo semplice e sintetico cosa prevede la legge, quali rischi comporta e come ci si può difendere in caso di Deepfake.
Per approfonfire l'argomento ti suggeriamo di leggere la nostra Guida Completa sul Reato di Deepfake.
Reato di Deepfake: Cos’è e Perché è Stato Introdotto? Ancora
Il Reato di Deepfake è la risposta del legislatore a un problema ormai evidente che riguarda soprattutto i reati da “Codice Rosso”. Oggi infatti, con la possibilità di generare contenuti di qualsiasi tipo con intelligenza artificiale, la tutela di diritti fondamentali della persona non è più garantita dall’esistenza di fattispecie di reato tradizionali ma necessita, come nel caso del deepfake, di strumenti penalistici al passo coi tempi, capaci di perseguire e punire i nuovi criminali informatici. L’art. 612-quater c.p., quindi, è stato introdotto perché le fattispecie già esistenti, come ad esempio la diffamazione o il revenge porn, richiedevano forzature estreme in punto di diritto, ai limiti con il rispetto del principio di tipicità, per consentirne la configurabilità a casi concreti caratterizzati dalla circostanza che le condotte contestate sono state commesse col mezzo informatico o comunque con l’ausilio di AI.
Reato di Deepfake: Quando entra in vigore?
Il Reato Deepfake previsto dall’art. 612-quater c.p. è in vigore dal 10 ottobre 2025.
Reato di Deepfake: L'impatto dell'AI Act Europeo
L'entrata in vigore del Regolamento UE sull'Intelligenza Artificiale (AI Act) ha introdotto una disciplina rigorosa per contrastare i rischi legati alla manipolazione digitale. Secondo la normativa europea, "i contenuti generati tramite sistemi di IA che presentano somiglianze ingannevoli con persone, oggetti o eventi reali - i cosiddetti deepfake - devono essere chiaramente contrassegnati come artificiali". L'inosservanza di questi obblighi di trasparenza non solo espone a pesanti sanzioni amministrative, ma aggrava la posizione dell'autore nel caso in cui il deepfake configuri fattispecie di reato come la diffamazione o il trattamento illecito di dati personali. Per il diritto italiano, l'AI Act funge da bussola interpretativa, inasprendo la valutazione della colpevolezza nei casi di manipolazione dolosa dell'identità digitale.
Reato di Deepfake: Cosa Prevede l’Art. 612-quater c.p.?
La norma punisce chiunque cagioni un danno ingiusto ad una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità. La pena prevista va da 1 a 5 anni di reclusione.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa? Per approfonfire l'argomento leggi la nostra Guida Completa sul Reato di Deepfake.
Perché basta anche un Solo Inoltro per integrare il Reato Deepfake?
Basta anche un solo inoltro per integrare il Reato di Deepfake perché "anche una sola condivisione può danneggiare la reputazione di una persona" innescando la rapida diffusione del materiale ad un pubblico indefinito di utenti.
Reato di Deepfake: L'Uso Personale è consentito?
Spesso i nostri clienti quando ci pongono domande in materia di deepfake, ci chiedono, creare immagini o video con AI e tenerli per sé è reato?
In linea teorica no, però attenzione!
Infatti, se tale materiale divenisse oggetto di cessione, o di diffusione o comunque di pubblicazione ovviamente si. Quindi, non si risponderebbe penalmente solo se il materiale realizzato non venisse mai mostrato ad altri.
Quali Comportamenti integrano l'art. 612 quater c.p.? per approfondire l'argomento leggi la nostra Guida Completa sul Reato di Deepfake.
Come Prevenire e Riconoscere un Deepfake: Consigli Pratici
Nonostante la perfezione raggiunta dalla AI, esistono ancora "segnali spia" cosi detti “artifact”, che possono aiutarci a smascherare un falso. Vediamo insieme alcuni di questi nell'ambito di attività che possiamo definire "analisi visiva e auditiva":
- Battito delle ciglia: Spesso i deepfake presentano un ammiccamento innaturale o troppo raro.
- Bordi e ombre: Osservare il confine tra il viso e i capelli o il collo. La presenza di sfocature o ombre che non seguono il movimento è un indice di alterazione.
- Sincronia labiale: Verifica se il movimento delle labbra corrisponde perfettamente ai suoni, specialmente con le consonanti occlusive (P, B, M).
Per approfonfire l'argomento leggi la nostra Guida Completa sul Reato di Deepfake.
Reato di Deepfake: Come Difendersi?
Pur essendo comune lo scenario, la risposta cambia molto a seconda che si stia difendendo la vittima oppure l’autore del reato. Non cambiano invece le necessità di natura informatica che possono sorgere in entrambi i casi durante il processo penale ai fini della prova. Infatti, spesso, quando si ha a che fare con indagini per reati informatici, il loro accertamento richiede competenze e conoscenze di natura strettamente informatica che sicuramente non si trovano sui codici o sui libri di diritto. In casi del genere, quindi, diventa indispensabile conciliare l’esigenza di certezza della prova in sede penale, richiesta dall’art. 533 c.p.p., con la particolare natura dei dati tecnici in questione. Ciò è possibile mediante l’imprescindibile ausilio di tecnici informatici, detti anche, in sede processuale, Consulenti Tecnici di Parte (CTP), che si occupano di individuare, estrarre e conservare le prove informatiche affinché possano essere utilizzate validamente in giudizio.
Perché la Prova Informatica è Importante per la Difesa? Per approfonfire l'argomento leggi la nostra Guida Completa sul Reato di Deepfake.