Cassazione Penale - Sezione V - n. 21006 - del 28 Maggio 2024: Il semplice fastidio non è Stalking!
Con la sentenza n. 21006 del 28 Maggio 2024, la Suprema Corte di Cassazione, Sezione Penale, offre un esempio concreto che mette in luce una differenza importante tra il reato di Stalking e quello di Molestie:
Il semplice fastidio non è Stalking!
“si configura lo Stalking solo quando le condotte molestatrici sono idonee a cagionare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia ovvero l'alterazione delle proprie abitudini di vita, mentre sussiste il reato di Molestie ove il comportamento punito dal codice penale si limita ad infastidire la vittima del reato”.
Ma vediamo più nel dettaglio e in modo comprensibile cosa dice la sentenza in commento!
Cosa dice la Cassazione? Condominio e Stalking: quando il disturbo diventa reato
Nei paragrafi che seguiranno spiegheremo più nel dettaglio, il caso oggetto della sentenza in commento, le ragioni del ricorso in cassazione e della conseguente decisione della Suprema Corte, in particolare, la sottile linea che separa il semplice disturbo (molestia) dal reato più grave di atti persecutori (stalking).
Il caso: Le liti condominiali, dai cartelli offensivi alle martellate notturne
La vicenda riguarda un uomo, A.A., che tormentava i propri vicini di casa con una serie di comportamenti aggressivi e sistematici:
- Cartelli ingiuriosi: Affissione continua di fogli A4 con insulti, spesso a sfondo razziale, contro i condomini.
- Rumori molesti: Uso di martelli e frese in piena notte con l’unico scopo di disturbare il sonno altrui.
- Sabotaggi: Applicazione di lucchetti ai cancelli comuni per impedire o ritardare il passaggio dei vicini.
- Minacce e ansia: Alcune vittime hanno dichiarato di avere paura persino di rientrare a casa per timore di incontrarlo dietro la porta.
La decisione del primo Giudice: un errore di valutazione
Inizialmente, il Tribunale di Busto Arsizio aveva "sminuito" i fatti, declassando il reato da stalking (art. 612-bis c.p.) a semplice molestia (art. 660 c.p.), condannando l'uomo solo a una multa. Il giudice sosteneva che "non ci fosse prova di un reale cambiamento delle abitudini di vita delle vittime, attribuendo ad esempio il loro trasloco a motivi economici e non alla paura".
Perché la Cassazione ha annullato la sentenza?
- La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Procuratore della Repubblica, evidenziando alcuni punti fondamentali che ogni cittadino dovrebbe conoscere:
- L’evento dello stalking: Per parlare di stalking non serve un certificato medico; basta che le condotte siano tali da creare un grave stato di ansia o costringere la vittima a cambiare abitudini (come aver paura di uscire o decidere di cambiare casa).
- Prove trascurate: Il primo giudice aveva ignorato le testimonianze chiave che confermavano il clima di terrore vissuto dai condomini e la perizia psichiatrica che definiva l'imputato "socialmente pericoloso".
- Luogo pubblico vs Luogo privato: Il reato di "molestia" (quello meno grave) si applica solitamente a fatti avvenuti in luoghi pubblici o via telefono. Se le prepotenze avvengono dentro un condominio privato e sono oppressive, si configura più facilmente lo stalking.
In Conclusione, alla luce di quanto precede, se le molestie dei vicini diventano ossessive e causano paura o costringono a cambiare stile di vita, non si tratta più di "maleducazione", ma di un reato grave punibile severamente dalla legge.